STORIA DELLA OMAS
La
OMAS è stata fondata nel 1925 a Bologna da
Armando Simoni. Questi nel 1919, appena sposatosi, aveva aperto una officina in Via S. Vitale dove produceva bobine per cinepresa e meccanismi per le
safety.
[1] In breve l'officina iniziò a produrre pezzi di ricambio per le stilografiche delle principali aziende. Riscontrando un notevole successo, le richieste dei clienti crebbero, facendo espandere l'azienda, ed iniziarono anche ad essere prodotte penne intere. I modelli di questi primi anni sono penne in ebanite con
caricamento a levetta o
safety, chiara imitazione dei modelli della
Waterman.
Fu però solo nel 1925 che, completata la realizzazione di una propria fabbrica in Via degli Orbi, vennero create le
Officine Meccaniche Armando Simoni la cui sigla,
OMAS, diventerà il marchio con cui saranno commercializzate le stilografiche. Il primo modello di rilievo prodotto dalla
OMAS fu la
Penna del dottore, brevettato nel 1927 si trattava di un modello in
ebanite con
caricamento a levetta che in uno scompartimento posto all'interno del fusto della penna conteneva, oltre al sacchetto ed al meccanismo di caricamento, un termometro per la misura della febbre, tenuto separato dal resto tramite un divisorio metallico. Dello stesso anno è anche il brevetto per lo snodo metallico usato per la realizzazione degli stilofori, di cui
OMAS fu uno dei principali produttori italiani.
La produzione iniziale della
OMAS è caratterizzata da vari
modelli in stile
Flat top con caricamento a
pulsante di fondo, imitazioni evidenti della
Duofold, alcuni di questi però sono contraddistinti da soluzioni tecniche molto originali, come per la seconda versione della
penna del dottore in cui di nuovo il termometro veniva ospitato dal corpo della penna, o la
penna del calligrafo, che era dotata di una peculiare sezione svitabile, che consentiva di cambiare pennino con facilità, ad uso appunto dei calligrafi.
E' di questo stesso periodo la presenza in Italia di alcune
Parker (nei modelli
Duofold e
Thrift Time) marcate
Geo. S. Parker - fabbricato in Italia la cui produzione si fa risalire ad
Omas. Su queste penne esiste un ampio dibattito se si tratti di una vera produzione su commissione della
Parker fatta per aggirare le restrizioni poste dalle politiche autarchiche del regime fascista, se si tratti di una produzione semiufficiale commissionata dall'agente
Parker per l'Italia, Webber, che si trovava ad affrontare difficoltà di approvvigionamento, o se si tratti davvero di una produzione clandestina (ed illegale). Non essendovi documenti, ne altre risultanze se non quelle dei successivi rapporti di Webber con Simoni per la produzione delle penne marcate
Saratoga, non è possibile arrivare a nessuna conclusione certa.
La
OMAS fu una delle prime aziende italiane a passare alla
celluloide, fra la fine degli anni '20 e gli inizi degli anni '30, producendo le sue penne oltre che nei colori classici verde giada o blu lapislazzulo pure in interessanti variazione cromatiche marmorizzate.
Fra la produzione in celluloide spicca il caso si alcune penne, simili per cappuccio e fermaglio alle precedenti imitazioni della
Duofold, ma dotate di estremità affusolate, nate probabilmente all'inizio degli anno '30 con l'affermarsi dello stile
streamlined. Di questa produzione sono noti solo un paio di esemplari. Più o meno a questo periodo si può far risalire l'inizio della produzione di penne marchiate
Minerva, l'unica vera sottomarca
[2] della
Omas, dedicata alla produzione di seconda fascia ma non di meno di qualità eccellente.
Il vero punto di svolta nella produzione della
OMAS avvenne infatti nel 1932, quando venne introdotto quello che resterà per vari decenni uno dei modelli di punta dell'azienda, la
Omas Extra, realizzata in celluloide sfaccettata, con
caricamento a levetta e dotata di una vera molto ampia sul cappuccio, decorata con un motivo a forma di greca. Prodotta in quattro diverse dimensioni e lanciata con lo slogan
creazione di artista e di scienziato, venne accompagnata da una campagna pubblicitaria molto estesa.
Benché la
Omas Extra sia molto simile alla
Doric, introdotta pochi mesi prima, la questione se si tratti di una imitazione di quest'ultima è comunque controversa, dato che il tempo intercorso è piuttosto breve.
[3] C'è però da notare che la
Novum dell'
Aurora, con la stessa lavorazione faccettata, risaliva a ben due anni prima e che la
Deco Band della
Eversharp, con la vera decorata a forma di greca, risaliva al 1928. Indipendentemente dal fatto che possa essere considerata una imitazione o meno, la
Extra, per qualità di materiali e di lavorazione, si può senza dubbio ritenere assolutamente al pari, se non spesso superiore, rispetto ai modelli cui può essersi ispirata. La penna inoltre riscosse un successo enorme e rimase in produzione fino al 1946, sia pure con variazioni stilistiche minori, come la creazione di una versione liscia e il passaggio ad una decorazione a tre anelli al posto della vera grecata.
Nel 1936 venne brevettato ed introdotto un nuovo modello, la
Lucens dotato di un originale, per l'Italia, sistema di caricamento, denominato
stantuffo tuffante. In realtà il meccanismo è sostanzialmente identico a quello usato dalla
Dunn, precedente di ben 15 anni, anche se non è possibile stabilire se si tratti di una copia o di una realizzazione indipendente. La
Lucens costituisce comunque una delle più belle penne stilografiche mai realizzate, in particolare per la bellezza della celluloide utilizzata, dotata di sezioni trasparenti per la visualizzazione dell'inchiostro.
Realizzata inizialmente in versione liscia, alla
Lucens si unì subito anche la
Extra Lucens, dotata di un corpo sfaccettato come la
Extra, ma con caricamento a
stantuffo tuffante. Nel 1938 la precedente clip a rotellina (molto simile a quella della
Doric della
Eversharp) venne sostituita da una clip a forma di freccia, chiara imitazione di quella introdotta dalla
Parker con la
Vacumatic, imitazione ancor più evidente dalla presenza di un disegno di freccia sostanzialmente identico inciso sul pennino. Inoltre la decorazione a vera grecata venne sostituita da tre sottili vere sul cappuccio. Nonostante le imitazioni la
Extra Lucens resta una penna senza ombra di dubbio superiore in tutti gli aspetti (tecnico, estetico e di qualità realizzativa) a qualunque
Vacumatic e probabilmente il più bel modello prodotto dalla
OMAS.
Col progredire della guerra iniziarono a scarseggiare le materie prime ed in particolare l'oro per i pennini, come la gran parte delle aziende europee la
OMAS dovette ricorrere ad una lega di acciaio, ribattezzata
Permanio, della quale si proclamava la superiorità anche rispetto all'oro. In realtà proprio questa lega risultò essere una delle più suscettibili alla corrosione, tanto che oggi i pennini in
Permanio sono rarissimi ed hanno un valore ben più alto dei loro analoghi in oro.
Nel dopoguerra la produzione riprese con nuove penne di forma ogivale, ed il passaggio al
caricamento a stantuffo. Nel 1946 la linea
Extra venne completamente ristilizzata, venne mantenuta la clip a rotellina ma vennero usate tre verette sul cappuccio, inoltre venne adottato il
caricamento a stantuffo e venne introdotta una sezione trasparente per la visualizzazione del livello di inchiostro. Vennero mantenute tre misure, piccola, media e grande, identificate rispettivamente coi numeri
555,
556 e
557.
Nel 1948 venne realizzata quella che è forse la più significativa invenzione nel mondo della stilografica italiana, il modello
361. Nata in risposta al successo della
Parker 51, l'originalità della penna sta nella posizione centrale del pennino, montato sull'asse della penna, intorno al quale ruota un controcappuccio aperto su un lato. A seconda della posizione di quest'ultimo, ed in particolare del lato aperto, il pennino può venire quasi completamente coperto, ottenendo una scrittura rigida, o lasciato scoperto, consentendo una scrittura flessibile. Un sistema di gradazione del tratto molto funzionale, tanto che si narra che la stessa
Parker tentò più volte di acquisire il brevetto dalla
OMAS.
L'introduzione della 361 portò ad una serie di novità anche sul piano stilistico oltre che su quello tecnico, per la sua produzione vennero infatti adottate delle nuove linee di forma ogivale, inoltre si passò ad una singola veretta sul cappuccio ed al meccanismo di caricamento a stantuffo che venne utilizzato per tutta la produzione eccettuata la Extra Lucens che rimase con lo stantuffo tuffante, la clip a freccia ed i tre anellini sul cappuccio, restando in produzione, sia pure senza pennino bicolore, nel solo colore nero e nelle dimensioni grande e media per tutti gli anni '50.
Sono inoltre da segnalare, introdotti all'incirca nel 1950 e mantenuti in produzione per brevissimo tempo, i modelli 351 e 352, penne rarissime ed introvabili, di forma faccettata, ma con caricamento a stantuffo, il cui corpo era realizzato incollando alternativamente sezioni di celluloide trasparente e colorata, così da ottenere uno straordinario risultato di serbatoio trasparente a sezioni alternate.
Nello stesso periodo le forme ogivali della 361 vennero adottate anche per gli altri modelli: venne realizzata la Lucens Ogiva e nuove versioni ogivali della vecchia Extra (denominate 555/S, 556/S e 557/S) costruite in celluloide con finestra trasparente rossa o gialla, e presenti anche nelle varianti con cappuccio metallico. Le forme sfaccettate vennero comunque mantenute, sia per la 361 che per la nuova serie delle Extra con i modelli denominati 555/F, 556/F e 557/F.
Negli anni successivi la produzione della OMAS proseguì, con la realizzazione di penne stilografiche in celluloide con caricamento a stantuffo. L'azienda produsse nuovi modelli coma la VS e la CS. Con la morte di Armando Simoni nel 1958 però non vennero prodotte significative innovazioni, anche se negli ultimi decenni sono stati introdotti diversi modelli, cercando di inseguire la fascia alta del mercato e degli oggetti di lusso, riportando anche in produzione alcuni modelli in celluloide simili a quelli degli anni '30. L'azienda è ancora oggi presente sul mercato, pur essendo passata di mano dagli eredi di Simoni per essere prima ceduta prima alla Luis Vuitton e poi alla cinese Xinyu Hengdeli.
SI RINGRAZIA PER LA STORIA, SIMONE PICCARDI, creatore del bellissimo sito http://www.fountainpen.it/Pagina_principale
FEBBRAIO 2023.......OMAS is BACK!Fondata da Armando Simoni nel 1925, Omas (ufficialmente conosciuta come Officina Meccanica Armando Simoni) ha fornito strumenti di scrittura di alta qualità per quasi 100 anni.
Le famose collezioni Ogiva, Paragon e 360 sono stati le icone del settore per molti anni.
Oltre ai modelli iconici, Omas era noto anche per l'utilizzo della celluloide e la qualità dei pennini.
I collezionisti di tutto il mondo hanno apprezzato l'iconica celluloide Arco.
Il 2023 segnerà il nuovo inizio per Omas. Unibrands Corporation dopo il successo ottenuto con Nahvalur, ha acquisito il marchio Omas.
La Unibrands Corporation è pronta a far rivivere e portare avanti il marchio Omas con la professionalità che ha sempre distinto l'azienda bolognese.
L'obbiettivo è far rivivere la Omas rispettando la gloriosa storia che si porta dietro.
Le Omas sono realizzati a Napoli da artigiani con oltre 30 anni di esperienza.
Unibrands Corporation è pronta a questa nuova sfida, riportare Omas al suo splendore originale!